Home/Le lavorazioni

BOLLINATO

Un particolare effetto decorativo usato nel vetro più spesso e consistente in una miriade di grandi e piccole”bolle”, distribuite nei vari strati dell’oggetto.

Può essere ottenuto attraverso due metodi.

Il primo metodo richiede che il vetro sia fatto rotolare in una superfice metallica piana ricoperta da piccole punte che, al contatto con l’oggetto di vetro nella sua forma malleabile, permettano di creare dei “buchi” che saranno poi coperti con un altro strato di vetro.

Il secondo metodo richiede l’utilizzo di uno stampo conico con punte al suo interno. Il vetro soffiato al suo interno presenterà quindi dei buchi che saranno poi riempidi con un altro strato di vetro.

FILIGRANA

E’ una raffinata tecnica a caldo inventata a Murano durante la prima metà del 16° secolo. La complessa lavorazione degli oggetti filigrana richiede l’utilizzo di canne cristallo preparate precedentemente a mano e contenenti vari colori come ad esempio il più classico “lattimo” e utilizzate per ottenere un design regolare o a spirale. Esistono vari tipi: retticello o filigrana a rete, con una delicata rete all’interno della superficie di vetro; a retortoli, ovvero filigrana intrecciata (detta anche zanfirico dopo che il veneziano Antonio Sanquirico produsse per la prima volta attorno alla prima metà del 19° secolo). La filigrana, o reticello, si ottiene usando canne molto sottili contenenti filamenti di vetro opaco, solitamente bianco. Queste canne a forma di matita vengono collocate l’una accanto all’altra in una superficie refrattaria e scaldate finchè non si fondono fino a diventare un unico oggetto. La “lastra” ottenuta in questo modo viene avvolta attorno a un cilindro di vetro incandescente color cristallo in modo tale che rimangano visibili solamente le canne bianche o colorate che siano. A questo punto il vetro viene soffiato come al solito andando a formare varie forme (vasi, bicchieri, caraffe ecc.). Nel caso della classica tecnica a reticello, la tecnica descritta precedentemente è completata con due fasi a caldo, al termine delle quali si ottiene il famoso stile incrociato. Per poter completare con successo tutte queste procedure sono indispensabili notevoli capacità e talento artistico.

FENICIO

E’ un tipo di decorazione ottenuta mediante l’applicazione di fili di pasta vitrea ancora calda (vetro opaco e colorato con una consistenza simile alla ceramica) sulla superficie dell’oggetto di vetro soffiato. A questo punto i fili vengono “pettinati” con uno strumento speciale al fine di creare motivi a festone ripetuti. Una volta riscaldati e soffiati, questi possono essere incorporati nella superficie dell’oggetto per produrre una superficie liscia.

Questa tecnica fu introdotta nella lavorazione Muranese durante la fine del 16° secolo, tuttavia non si conosce il modo in cui allora venisse chiamata.

Il termine fenicio fu adottato durante il 19° secolo quando decorazioni simili vennero scoperte nel vetro pre-Romano, Fenicio ed Egiziano.

SOMMERSO

Lo stile Sommerso è una tecnica decorativa usata per ottenere più strati di vetro in un’unico oggetto.

Questo vetro di grosso spessore si ottiene dalla sovrapposizione di più strati di vetro cristallo e di vetro trasparente colorato, immergendo l’oggetto, in fase di lavorazione, nei diversi crogioli di vetro fuso.

Molte sono le varianti a questa tecnica poichè alcuni alcuni stratidi vetro trasparente possono essere sostituiti da altri tipi di vetro, come ad esempio quello a bollicine, a foglia d’oro, ecc., la cui inclusione consente pregevoli effetti cromatici.

Il vetro sommerso fu particolarmente popolare durante tutti gli anni 30.

 

SCAVO

Il suo nome deriva dal suo particolare aspetto, simile al vetro antico di epoca romana riportato alla luce durante gli scavi.

La principale caratteristica di questa lavorazione, introdotta dai nostri maestri negli anni 40, è una superficie ruvida e opaca, prevalentemente grigia ma allo stesso tempo con chiazze di vario colore.

L’apparenza opaca e irregolare sono il risultato di una reazione di sali e minerali ossidati sparsi lungo la superficie dell’oggetto durante l’ultima fase della lavorazione.

 

CALCEDONIO

Una miscela vitrea con una base scura, rossa quando trasparente, con fili colorati che imitano una varietà di calcedonio naturale, come ad esempio l’agata.

Inventato a Murano a metà del 15° secolo, la sua difficile preparazione richiede l’aggiunta di vari composti metallici alla mistura di vetro, ognuno in modi e intervalli specifici.

Il segreto della sua lavorazione andò perduto tra la fine del 18° secolo e l’inizio del 19°.

Fortunatamente fu riscoperto nel 20° secolo da Lorenzo Radi.

ZANFIRICO

Nei vari secoli i maestri vetrai Muranesi produssero varie tipologie di canne di vetro colorate, tutte pensate per essere combinate e fuse assieme al fine di comporre una massa di vetro unica con una forma precisa. Questa tecnica fu largamente usata fino al 16° secolo, quando ebbe inizio il declino dell’industria vetraria. Fu “riscoperto” attorno alla metà del 19° secolo quando un antico commerciante Veneziano chiamato Sanfiriquo richiese alle varie fornaci Muranesi una quantità tale di oggetti fatti con quetsa tecnica che da allora tutti i prodotti con questo tecnica furono chiamati con il suo nome. Tra i vari design delle canne a zanfirico, il più delicato è sicuramente quello prodotto con la tecnica della “mezza filigrana”, dove l’aspetto finale dell’oggetto presenta canne di vetro poste l’una accanto all’altra in modo molto ravvicinato.

BALLOTTON

Uno stampo metallico permette di ottenere una fantasia a “croce” in rilievo. All’interno dello stampo sono presenti piccoli punti a forma di quadrato che, quando il vetro viene soffiato, lasciano tale forma in rilievo.

Tale depressione viene maneggiata con cura durante le fasi successive di soffiatura e di modellamento, in modo tale da mantenere questa fantasia geometrica dal nobile aspetto.

AVVENTURINA

E’ una pasta vitrea particolarmente pregiata, inventata dai produttori vetrai durante la prima metà del 17° secolo. Il suo nome deriva dalla complessità della sua lavorazione, la quale era difficile e incerta nel risultato, ovvero una vera e propria avventura. La preparazione dell’ “avventurina” è lunga e delicata e risulta nella formazione di piccoli cristalli color rame, laminati e scintillanti (l’avventurina per questo motivo nel passato venica anche chiamate “stelle”). La sua preparazione fu tenuta segreta per molti secoli e conosciuta solamente da pochi produttori vetrai. Il vetro viene tolto dalla fornace in blocchi solamente dopo che questi si siano raffreddati, prestando sempre attenzione alla fase della rifondita, la quale può compromettere seriamente la qualità dell’avventurina. Quando l’oggetto si è raffreddato viene tagliato come se fosse una pietra oppure direttamente lavorato a caldo per la composizione del prodotto finale. La classica avventurina è di colore marroncino luccicante, mentre di ancor più valore è la “verderame”, che presenta appunto un colore verde rame dall’effetto superbo.

BOLLINATO

Un particolare effetto decorativo usato nel vetro più spesso e consistente in una miriade di grandi e piccole”bolle”, distribuite nei vari strati dell’oggetto.

Può essere ottenuto attraverso due metodi.

Il primo metodo richiede che il vetro sia fatto rotolare in una superfice metallica piana ricoperta da piccole punte che, al contatto con l’oggetto di vetro nella sua forma malleabile, permettano di creare dei “buchi” che saranno poi coperti con un altro strato di vetro.

Il secondo metodo richiede l’utilizzo di uno stampo conico con punte al suo interno. Il vetro soffiato al suo interno presenterà quindi dei buchi che saranno poi riempidi con un altro strato di vetro.

Filigree detail

FILIGRANA

E’ una raffinata tecnica a caldo inventata a Murano durante la prima metà del 16° secolo. La complessa lavorazione degli oggetti filigrana richiede l’utilizzo di canne cristallo preparate precedentemente a mano e contenenti vari colori come ad esempio il più classico “lattimo” e utilizzate per ottenere un design regolare o a spirale. Esistono vari tipi: retticello o filigrana a rete, con una delicata rete all’interno della superficie di vetro; a retortoli, ovvero filigrana intrecciata (detta anche zanfirico dopo che il veneziano Antonio Sanquirico produsse per la prima volta attorno alla prima metà del 19° secolo). La filigrana, o reticello, si ottiene usando canne molto sottili contenenti filamenti di vetro opaco, solitamente bianco. Queste canne a forma di matita vengono collocate l’una accanto all’altra in una superficie refrattaria.

FENICIO

E’ un tipo di decorazione ottenuta mediante l’applicazione di fili di pasta vitrea ancora calda (vetro opaco e colorato con una consistenza simile alla ceramica) sulla superficie dell’oggetto di vetro soffiato. A questo punto i fili vengono “pettinati” con uno strumento speciale al fine di creare motivi a festone ripetuti. Una volta riscaldati e soffiati, questi possono essere incorporati nella superficie dell’oggetto per produrre una superficie liscia.

Questa tecnica fu introdotta nella lavorazione Muranese durante la fine del 16° secolo, tuttavia non si conosce il modo in cui allora venisse chiamata.

Il termine fenicio fu adottato durante il 19° secolo quando decorazioni simili vennero scoperte nel vetro pre-Romano, Fenicio ed Egiziano.

Sommerso-multilayer vase detail

SOMMERSO

Lo stile Sommerso è una tecnica decorativa usata per ottenere più strati di vetro in un’unico oggetto.

Questo vetro di grosso spessore si ottiene dalla sovrapposizione di più strati di vetro cristallo e di vetro trasparente colorato, immergendo l’oggetto, in fase di lavorazione, nei diversi crogioli di vetro fuso.

Molte sono le varianti a questa tecnica poichè alcuni alcuni stratidi vetro trasparente possono essere sostituiti da altri tipi di vetro, come ad esempio quello a bollicine, a foglia d’oro, ecc., la cui inclusione consente pregevoli effetti cromatici.

Il vetro sommerso fu particolarmente popolare durante tutti gli anni 30.

SCAVO

Il suo nome deriva dal suo particolare aspetto, simile al vetro antico di epoca romana riportato alla luce durante gli scavi.

La principale caratteristica di questa lavorazione, introdotta dai nostri maestri negli anni 40, è una superficie ruvida e opaca, prevalentemente grigia ma allo stesso tempo con chiazze di vario colore.

L’apparenza opaca e irregolare sono il risultato di una reazione di sali e minerali ossidati sparsi lungo la superficie dell’oggetto durante l’ultima fase della lavorazione.

 

Calcedonio detail

CALCEDONIO

Una miscela vitrea con una base scura, rossa quando trasparente, con fili colorati che imitano una varietà di calcedonio naturale, come ad esempio l’agata.

Inventato a Murano a metà del 15° secolo, la sua difficile preparazione richiede l’aggiunta di vari composti metallici alla mistura di vetro, ognuno in modi e intervalli specifici.

Il segreto della sua lavorazione andò perduto tra la fine del 18° secolo e l’inizio del 19°.

Fortunatamente fu riscoperto nel 20° secolo da Lorenzo Radi.

Zanfirico vase

ZANFIRICO

Nei vari secoli i maestri vetrai Muranesi produssero varie tipologie di canne di vetro colorate, tutte pensate per essere combinate e fuse assieme al fine di comporre una massa di vetro unica con una forma precisa. Questa tecnica fu largamente usata fino al 16° secolo, quando ebbe inizio il declino dell’industria vetraria. Fu “riscoperto” attorno alla metà del 19° secolo quando un antico commerciante Veneziano chiamato Sanfiriquo richiese alle varie fornaci Muranesi una quantità tale di oggetti fatti con quetsa tecnica che da allora tutti i prodotti con questo tecnica furono chiamati con il suo nome. Tra i vari design delle canne a zanfirico, il più delicato è sicuramente quello prodotto con la tecnica della “mezza filigrana”, dove l’aspetto finale dell’oggetto presenta canne di vetro poste l’una accanto all’altra in modo molto ravvicinato.

Ballotton detail

BALLOTTON

Uno stampo metallico permette di ottenere una fantasia a “croce” in rilievo. All’interno dello stampo sono presenti piccoli punti a forma di quadrato che, quando il vetro viene soffiato, lasciano tale forma in rilievo.

Tale depressione viene maneggiata con cura durante le fasi successive di soffiatura e di modellamento, in modo tale da mantenere questa fantasia geometrica dal nobile aspetto.

Avventurina pitcher detail

AVVENTURINA

E’ una pasta vitrea particolarmente pregiata, inventata dai produttori vetrai durante la prima metà del 17° secolo. Il suo nome deriva dalla complessità della sua lavorazione, la quale era difficile e incerta nel risultato, ovvero una vera e propria avventura. La preparazione dell’ “avventurina” è lunga e delicata e risulta nella formazione di piccoli cristalli color rame, laminati e scintillanti (l’avventurina per questo motivo nel passato venica anche chiamate “stelle”). La sua preparazione fu tenuta segreta per molti secoli e conosciuta solamente da pochi produttori vetrai. Il vetro viene tolto dalla fornace in blocchi solamente dopo che questi si siano raffreddati, prestando sempre attenzione alla fase della rifondita, la quale può compromettere seriamente la qualità dell’avventurina. Quando l’oggetto si è raffreddato viene tagliato come se fosse una pietra oppure direttamente lavorato a caldo per la composizione del prodotto finale. La classica avventurina è di colore marroncino luccicante, mentre di ancor più valore è la “verderame”, che presenta appunto un colore verde rame dall’effetto superbo.